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Non conosco bene il kung fu anche se c’è qualcosa dentro di me che mi attrae e vorrei saperne di più. Mi piace la vostra filosofia e penso anch’io che quando si fa qualcosa bisogna farla bene quindi mi sono rivolto a voi ma il vostro approccio mi intimidisce e non so se sono all’altezza. - Il nostro approccio è senz’altro “radicale” ma è dettato dall’inevitabile entusiasmo di chi è consapevole di aver trovato un tesoro e, da un lato, vorrebbe farne partecipe chiunque, ma dall’altro non vuol condividerlo con chi non saprebbe apprezzarlo o lo svilirebbe per interessi personali o per farci dei soldi. Chiaramente cerchiamo solo persone semplici ed oneste che ne sappiano capire il valore e portarlo avanti. La nostra passione è incelabile (e ne siamo orgogliosi, perché nasconderla?) , ma questo deve tutt’altro che intimidire. Basta parlare con un nostro istruttore per capire che cosa intendiamo.
I vostri corsi e seminari sono davvero gratuiti o si tratta di una trovata pubblicitaria (come fanno in tanti)? Se sono gratuiti, come fate a finanziarvi? - Non chiediamo soldi ai nostri tesserati, quello che ci interessa da loro è altro! Un nostro Maestro suole affermare, alla stessa domanda, che non è Lui a lavorare per l'allievo, ma l'allievo a lavorare per Lui, quindi perchè l'allievo dovrebbe pagare per lavorare? Il lavoro cui si riferisce il Maestro è quello di diffusione e sviluppo del modo autentico di fare kungfu, qualcosa che richiede impegno, dedizione, costanza, ma anche e soprattutto sforzo, fatica, sudore, in due ideogrammi: kung fu (duro lavoro). Viviamo in una società purtroppo malata sotto tanti punti di vista: un modo di diffondere la cultura e la disciplina che in altri tempi era lodevole e pertanto usuale (già la lode è una forma di ricompensa se vogliamo dirla così), oggi è vista con sospetto tanto siamo abitualti alle "fregature". Noi, per quanto ci riguarda, non ne diamo, ma è chiaro che queste sono solo "vuote parole", occorre conoscerci e "fare i conti" a fine mese per giudicare.....(ricordiamo inoltre che la pubblicazione di queste affermazioni ci vincola legalmente a non chiedere soldi ai tesserati, se vogliamo rispondere anche all'Occidentale). Per quanto rigurda il discorso finanziamento qualcuno direbbe che "ci perdiamo", noi invece pensiamo di guadagnare qualcosa di inestimabile e la passione ci sostiene in questo. Gli istruttori si autofinanziano acquistando personalmente i materiali di cui hanno bisogno per praticare ed insegnare e questa è una regola imprescindibile cui anche gli aspiranti dovranno attenersi una volta in grado di insegnare se vogliono fregiarsi del nostro Nome.
Perché selezionate gli allievi? Il kung fu non dovrebbe essere per tutti? Non dovreste dare una possibilità a tutti? - Anche se non tutti i nostri istruttori li richiedono, i criteri di selezione sono un ottimo mezzo per far fronte alla mole di richieste che riceviamo ogni giorno da parte di curiosi perdigiorno. Così facendo, in effetti, non siamo noi a selezionare l’allievo ma è l’allievo stesso a decidere se vuole impegnarsi o meno. In parole povere, prendiamo un ragazzo o una ragazza medi, diciamo non atletici e poco allenati. Con i criteri di selezione sanno che se vogliono venire da noi devono iniziare ad allenarsi da subito, a casa propria, iniziando a fare flessioni, trazioni, corsa ecc… fino a raggiungere i requisiti minimi. Se vengono da noi direttamente si troveranno a dover affrontare un carico di lavoro elevatissimo cui senz’altro non sono preparati e che pertanto potrebbero anche trovare sgradevole e frustrante, fino a condurli ad abbandonare il corso. Intanto i nostri istruttori (che ricordiamo seguono max 5-6 allievi ciascuno e, essendo i corsi gratuiti, sono spesso legati anche ad altre occupazioni) devono supportarli sottraendo tempo a chi andrebbe avanti più speditamente. In definitiva, a priori, non sbattiamo la porta in faccia a nessuno ma è il giovane stesso che “si mette alla prova”, e valuta se è il caso di praticare con noi. Diversamente non abbiamo tempo da perdere, può benissimo iscriversi ad altre scuole, dove in genere chi più chi meno insegna “ginnastica artistica”, senz’altro deludente ma ottima come base per capire se poi è il caso di passare al vero kung fu tradizionale. Chi non ha voglia di praticare (o non sa se ne ha voglia) così come salutisti sfaticati, hippies e curiosi non sono ben accetti e lo ribadiamo chiaramente. Gli altri saranno sempre accolti a braccia aperte.
Mi sto allenando per arrivare a soddisfare i criteri minimi ma non so da dove iniziare, non ho mai fatto una trazione in vita mia. Come posso fare? - Il tuo impegno è lodevole e lo apprezziamo. Per ovviare a questo e ad altri problemi simili abbiamo attivato un servizio di supporto tecnico 24 ore su 24. Un gruppo di istruttori segue telefonicamente e via email con consigli, suggerimenti (ed incoraggiamenti quando necessario) chiunque decida di mettersi alla prova per poter fare richiesta di essere ammesso a praticare con noi anche senza poi iscriversi. Il tutto è, ovviamente, gratuito, forniamo i numeri di telefono e gli indirizzi email a richiesta.
Non siete un po’ troppo cattivi con le altre Scuole? Ci sarà pure qualcuno che si salva? Io non riesco a seguire i vostri programmi per problemi personali ma vorrei ugualmente praticare kungfu, a chi posso rivolgermi? - La principale differenza tra noi e le altre scuole risiede nel fatto che abbiamo la fortuna di praticare diffusamente secondo gli insegnamenti di Maestri autentici e pratichiamo per passione, disinteressatamente, cose che ben pochi altri possono vantare. Forse potremmo essere più diplomatici ma ne abbiamo visti troppi di ragazzi “rovinati” bussare alle nostre porte, di giovani delusi affermare che il kungfu non è “realistico”, non è “efficace”, che sono “migliori altre discipline più attuali”, che “si fanno solo forme e non si combatte”ecc… solo perché hanno praticato con chi li ha presi in giro. Il kung fu si basa su principi specifici tecnici e tattici che i più ignorano del tutto. Del lavoro interno meglio non parlare proprio…solo una decina di anni fa in Italia, quando parlavamo di qi gong, in pochi sapevano giusto cosa fosse, oggi non solo lo praticano tutti ma lo insegnano e quel che è più curioso è che dicono di farlo come minimo da vent’anni! Ma vent’anni fa, quando ci guardavano come fossimo marziani nelle posizioni statiche, che cosa facevano questi signori? Il kung fu in Italia è, a dir poco, vilipeso e siamo stanchi di tale situazione. Non possiamo accettare che si chiami kung fu qualcosa che kung fu non è. Senz’altro qualcuno in gamba, idealista e appassionato che si salva ci sarà pure, ma bisogna spalare tanta immondizia per andare a pescarlo……e certamente non sarà tra i più blasonati. I grandi numeri non vanno quasi mai d’accordo con la qualità. Ci dispiace ma parliamo con cognizione di causa, molti nostri allievi hanno frequentato per anni altre scuole e quando ci hanno conosciuto si sono trasformati, neanche avessero vinto alla lotteria. Purtroppo non abbiamo altri da “consigliare” nello specifico e invitiamo chiunque si iscrivesse ad altre scuole (e questo non vale solo per il kungfu) a verificare attentamente se alle parole degli insegnanti seguono dei fatti, a non lasciarsi imbambolare dai discorsi, dai diplomi o dalle genealogie (il 90% delle volte spudoratamente false), dalle “foto” con Maestri cinesi e altre patacche varie, piuttosto “toccate con mano” e GUARDATE AL LIVELLO MEDIO DEGLI ALLIEVI ANZIANI per capire dove potete arrivare in quella scuola (non tutti i Maestri bravi e preparati hanno anche la capacità di trasmettere ciò che sanno), e buona fortuna!
Qual'è il segreto del kungfu? - Per rispondere a questa domanda ci serviremo di un breve racconto. Poco prima della morte del famoso Maestro di kungfu Sun Fu Quan (meglio noto con l'altro nome di Sun Lu Tang, 1861-1933), i suoi studenti gli chiesero quale fosse il segreto delle Arti Marziali interne.
Il Maestro rispose descrivendo un ideogramma nella propria mano e quindi morì. Il carattere che desrisse era quello di pratica e questo, abbinato alla reale conoscenza, è l'unico vero grande segreto del kungfu.
Che cos'è il Dantian? - I Dantian sono dei punti nevralgici per le energie corporee, dove queste possono concentrarsi, svilupparsi e modificarsi. Vanno pertanto curati con passione come i campi coltivati se desideriamo ottenerne dei frutti.
Quali sono le basi del kungfu? - Le basi del kungfu non vanno cercate lontano, risiedono in ciascuno di noi, le chiamiamo indole, sensibilità, carattere, volontà; sono il seme che la pratica innaffia.
Sono più importanti le pratiche interne o gli allenamenti esterni? - Gli allenamenti esterni sono come il mangiare, le pratiche interne sono come il bere nella vita di un uomo. Se manca anche solo uno dei due pure l'altro diventa inutile.
E' difficile apprendere il kungfu? - Apprendere e praticare il kungfu non è difficile se la pratica è sostenuta dalla passione. Anche le presunte difficoltà diventano un piacevole allenamento per il corpo e per la mente dell'allievo sincero.
Quanti sono gli stili di kungfu? - Gli stili più o meno riconosciuti in Occidente sono circa cinquecento ma ne esistono in tutto diverse migliaia. In Cina, infatti, sono presenti moltissimi stili, noti per lo più sotto l'appellativo generico di "stili familiari", messi a punto dai vari clan familiari attraverso rimaneggiamenti o modifiche di qualche stile più noto e spesso trasmessi gelosamente di padre in figlio all'interno della famiglia stessa. A volte le differenze tecniche e metodologiche tra uno stile e l'altro sono marcatissime, alcuni sono imitativi (cioè il praticante imita i movimenti di un animale, di un ubriaco, di un prigioniero ammanettato ecc...), altri sviluppano un concetto (l'attacco continuo, il coraggio, i movimenti evasivi, in linea o circolari ecc...), altri prediligono soltanto alcune tecniche (calci, cadute, proiezioni, leve articolari ecc...) ma tradizionalmente la Via del lavoro è una sola, ed è quella che porta alla scoperta, alla cura e al miglioramento di sè, all'equilibrio, alla disciplina, alla distinzione dall'uomo comune, all'armonia, all'Arte, ecco perchè, nonostante la tendenza moderna a parlare di più kung fu diversi tra loro, noi rivendichiamo con forza l'esistenza di UN SOLO kungfu. Ciò che non segue la Via tradizionale del perfezionamento congiunto fisico e spirituale non può dirsi kungfu e, dal canto nostro, non lo consideriamo tale.
Qual'è lo stile di kungfu più efficace? - Innanzitutto bisognerebbe chiarire il concetto di efficacia, comunque, in generale, lo stile migliore é quello praticato con devota passione, tanto e bene.
Quali sono gli obiettivi più elevati che si possono raggiungere con il vostro kungfu? - Anche qui bisognerebbe chiarire meglio il concetto di "elevati", che per quanto ci attiene può essere molto soggettivo. Un bravo allievo non dovrebbe pensare agli obiettivi ma praticare per l'Arte, per il piacere di praticare. Altrimenti sarebbe vincolato, inizierebbe a porsi dei limiti e ad angosciarsi per il raggiungimento di mete che magari ha solo sognato o di cui ha letto nelle leggende, finendo per perdere di vista la via che percorre.
Ad ogni modo, dopo tanti anni di proficuo insegnamento, possiamo affermare senza dubbio che dopo 2-3 anni di pratica con noi il livello dei nostri allievi non è già più paragonabile con quello dei praticanti occidentali medi di kungfu.
Quante ore al giorno occorre allenarsi a casa per procedere seriamente nella pratica? - 24. L'allenamento non è solo quello che si esegue con il corpo e per cui non ci si può dedicare contemporaneamente ad altre attività ma è uno stato psicofisico particolare che va al di là del tempo fisico e, per poter essere considerato "serio" deve trascendere dagli orari. Lo studente il cui primo pensiero accingendosi a praticare riguarda la durata della pratica stessa, farebbe meglio a non praticare affatto.
Quanto tempo occorre per diventare istruttori preparati? - Se praticare è veramente un piacere (come deve essere), il tempo occorrente è indifferente. Diversamente non basterebbe una vita. Comunque, a titolo puramente indicativo,
per un ragazzo che si allena due ore al giorno fisicamente a casa e 10 ore a settimana con un nostro istruttore, che crede in quello che fa e si impegna seriamente, occorrono circa di 5 anni di pratica
per poter iniziare ad insegnare ai nuovi iscritti ma non prevediamo esami nè ci sono limiti di tempo: sono le capacità acquisite che devono rendere evidente il livello raggiunto.
Che relazione c'è tra il kungfu e la natura?Perché l'allenamento all'aperto è più fruttuoso? - Il kungfu è una manifestazione della natura e occorre considerarlo e rispettarlo come tale. All'aperto si vivifica il contatto con gli elementi e con le energie del Cielo e della Terra e migliorano quindi esponenzialmente i risultati della pratica che proprio su queste energie è fondata.
Esistono libri validi per documentarsi sul kungfu e sul pensiero cinese in generale e taoista in particolare? - Sicuramente sconsigliamo testi del tipo "il kungfu in 10 facili lezioni" ma invitiamo a dedicare la propria attenzione innanzitutto allo studio e alla lettura dei classici: Lao tzu, Chuang tzu e Lieh tzu. Sono poi comparse recentemente diverse antologie di testi taoisti, reperibili in tutte le librerie in edizioni economiche. Ci sembra comunque doveroso ricordare che i testi possono stimolare, indirizzare, chiarire, fornire spunti o ispirazioni ma il vero insegnamento non è trasmissibile semplicemente attraverso un libro, perché coinvolge il personale carattere e le personalissime inclinazioni dei praticanti, nonché la sensibilità che solo un vero Maestro possiede e può trasmettere direttamente agli allievi.
In che senso parlate di "basi filosofiche taoiste"? Occorre abbracciare la religione taoista per frequentare i vostri corsi? - Il kungfu che pratichiamo è stato creato da taoisti e in questo senso ogni aspetto della pratica fa riferimento in maniera più
o meno diretta a pratiche interiori o a concetti filosofici caratteristici di quella dottrina. In ogni caso, e per nostra ponderata scelta, manca del tutto ogni aspetto religioso o ritualistico. Le nostre Arti Marziali, pur provenendo da un contesto religioso, non sono una religione, rappresentano un modo di esprimere se stessi
in comunione con la natura secondo teorie e principi taoisti che vengono affrontati diffusamente ma non una via verso il cosiddetto "Taoismo religioso". Noi formiamo lo spirito guerriero di combattenti pratici, e se cercate una nuova religione, proprio perchè lo conosciamo bene, siamo i primi a sconsigliarvi il Taoismo che
senz'altro può affascinare come opzione per chi cerca nuovi orizzonti di spiritualità ma non è una religione "fai da te" ed è altrettanto ricco di aspetti meno graditi all'occidentale medio, nasce da contesti e mentalità molto diversi e soprattutto difficilmente lo trovereste nelle sue forme autentiche
in Occidente e ormai anche nella Cina continentale.....attenti ai falsi maestri e ai commercianti di illusioni! Non siate esterofili ad oltralza, non lasciatevi pilotare dalle mode, aprite gli occhi e guardate meglio la ciotola da cui vi siete sempre nutriti.... A chi cerca nuove religioni ci permettiamo di segnalare i seguenti links:
link 1
link 2
link 3
Come è possibile conciliare gli allenamenti con studio e lavoro? - Ai nuovi iscritti chiediamo un minimo di due ore al giorno di pratica a casa (non per forza in un'unica soluzione)
e almeno una mattina o un pomeriggio di lezione diretta individuale con un istruttore al sabato o alla domenica. Ricordiamo però che la pratica non è solo quella tecnica.......un nostro allievo lo deve essere 24 ore su 24 ! I luoghi di allenamento spaziano dal verde pubblico alle palestre secondo la disponibilità degli allievi e degli istruttori e
ugualmente per gli orari prevediamo una certa flessibilità per tenere conto anche delle esigenze di chi fa molti chilometri per seguire i nostri corsi. Ovviamente seguiamo a distanza con ogni mezzo a nostra disposizione
(video didattici, telefono, email) TUTTI i nostri allievi più lontani (per i quali organizziamo seminari settimanali di un fine settimana completo (non meno di 30 ore di lezione in due giorni)) per assicurare loro il supporto continuo di cui hanno bisogno.
Che cosa vi aspettate dagli aspiranti allievi? - Dagli aspiranti allievi ci aspettiamo fondamentalmente che non vengano da noi per semplice curiosità senza altre motivazioni. Ci spieghiamo meglio. Il percorso che proponiamo è lungo e impegnativo, sia fisicamente che mentalmente, in quanto prevede esercizi tradizionali che oggi sono per lo più scomparsi non soltanto dalle palestre quanto dalla mentalità delle persone della società contemporanea. Un esempio eclatante è il condizionamento fisico e mentale che svolgiamo. Esso prevede, da un lato, l’uso di “attrezzi” semplici e rudimentali come pietre, mattoni, fasci di canne di bambù, barre di ferro ecc… con cui percuotere ogni parte del corpo per prepararlo alla lotta e, dall’altro, l’allenamento e la meditazione in luoghi isolati senza alcun mezzo fuorché se stessi per lunghi periodi di tempo anche da soli. Molti esercizi rasentano il fachirismo e ricordiamo ancora una persona che, entrando per la prima volta in uno dei locali in cui ci allenavamo, chiese se collezionavamo strumenti di tortura..questo dovrebbe già chiarire molte cose sul perché cerchiamo serietà e sincerità in chi ci contatta…chi viene da noi spinto solo dal desiderio di conoscere qualcosa di nuovo ma non se la sente di mettersi in gioco e lavorare seriamente su sé stesso certamente non andrà lontano. Le prime lezioni possono passare perché c’è la spinta emotiva della novità, c’è la voglia di non sfigurare ecc... ma quanto durano queste scuse? Inoltre molto dell’allenamento rimane personale a casa..i nostri praticanti lo sono 24 ore su 24 e devono pensare al kung fu anche quando dormono. Se non si allenano a casa ce ne accorgiamo subito e questa pressione continua fa cadere anche le maschere meglio costruite!
In effetti non ci interessa più di tanto una trazione o una flessione in più, quelli sono solo criteri per scremare le richieste...(e poi ci sarà occasione di farne parecchie insieme!) semplicemente non vogliamo deludere né essere delusi e ci piace parlare chiaro. Ovviamente un ragazzo assolutamente senza preparazione andrà più facilmente incontro a frustranti delusioni, almeno all’inizio, e queste potrebbero minare anche la sua costanza e la sua voglia di praticare.
Chi è più avvantaggiato nelle vostre pratiche tra ragazzi e ragazze, tra chi ha già praticato kung fu o altre discipline e chi non ha mai praticato Arti Marziali ? - Tra i nostri principianti non abbiamo mai evidenziato persone particolarmente "avvantaggiate" sulle altre, con noi devono ripartire tutti da zero o quasi. Dal ragazzo che insegna karatè a quello che ha praticato dieci anni di Thai boxe o Jeet kune do o all’istruttore di Yoga non c’è pezza che tenga, sono TUTTI principianti. Il nostro approccio è estremamente diverso e praticare con noi vuol dire “cambiare” inevitabilmente, perché posti di fronte ai limiti del proprio corpo e della propria mente, alle paure, alla sofferenza e coinvolge aspetti che sono nuovi per tutti. Provenire da una disciplina o da un’altra non conta, anzi, accade più spesso il contrario, di solito imparano prima quelli che non hanno nulla da “dimenticare” e di conseguenza riescono ad assimilare più facilmente e con maggiore slancio, senza contaminazioni. Anche in riferimento alle differenze tra ragazzi e ragazze possiamo affermare senza ombra di dubbio che le piccole inevitabili differenze iniziali in forza e prestanza fisica in favore dei ragazzi sono ben compensate dalla maggiore grinta e dalla migliore sensibilità per il Qi e i suoi percorsi delle ragazze. Ad ogni modo presto, grazie anche a programmi personalizzati e studiati ad hoc, le differenze tendono a livellarsi verso l'alto, come pure l'efficienza e la produttività in combattimento in quanto ognuno impara ad usare al meglio le proprie "armi" secondo le rispettive caratteristiche (e le ragazze di solito devono affrontare avversari più pesanti e robusti di loro).
insegnate l'uso delle armi tradizionali? - Certamente. Nel nostro arsenale contiamo oltre 50 armi tradizionali (dagli aculei ai falcetti, dai dardi volanti ai ventagli, dai coltelli alle alabarde ecc...) che studiamo diffusamente sia secondo forme prestabilite che liberamente per l'uso pratico. Negli allenamenti a solo usiamo soltanto armi di altissima qualità senza protezioni particolari. Prevediamo inoltre lo studio del combattimento realistico assolutamente non cooperativo (per questo di solito facciamo incontrare studenti allievi di istruttori diversi che quindi si conoscano il meno possibile) a due e contro più aggressori secondo gli ovvi limiti che le armi stesse impongono: ad es. non usiamo protezioni con i bastoni fuorchè il caschetto, ci serviamo di armi snodate rivestite in gomma (es. bastoni a due e tre sezioni, pesi alle estremità delle catene ecc..) e così via.
Fate Seminari o Stages per riunire gli iscritti delle varie regioni e dove si svolgono? - Si, pur avendo istruttori operanti su tutto il territorio nazionale che organizzano piccoli ritiri con i propri allievi nei pressi delle rispettive residenze, abbiamo scelto di svolgere periodicamente dei Seminari collettivi in prevalenza nell'Appennino toscano per semplici motivi logistici, vale a dire la vicinanza con i nostri Maestri e la concomitante disponibilità di ampie zone di verde tranquille e adatte alla pratica.
Che cosa devo procurarmi per seguire le vostre lezioni quando mi iscrivo? Che abbigliamento devo indossare per praticare? Avete una divisa particolare da comprare? - Non adottiamo una divisa particolare, per praticare è sufficiente una semplicissima tuta da ginnastica comoda, possibilmente scura o comunque non troppo sgargiante. L'uso delle divise cinesi è solo un vezzo tutto occidentale su cui i nostri Maestri non perdono occasione di ironizzare... Scarpe da ginnastica basse e leggermente strette completano il vestiario del neo iscritto. Le armi sono fornite in uso gratuito dagli istruttori come pure altro materiale didattico.
Con il procedere delle lezioni, gli iscritti dovranno procurarsi idividualmente altri materiali di uso personale, tra cui sbarre di acciaio da carpenteria, sacchetti di juta, secchi di plastica, granaglie, candele, chiodi, tavole di legno, mattoni, stecche di bambù di diametro vario, bastoni, tubi, pietre, erbe officinali, prodotti da cucina, limatura di ferro, segatura ecc..., tutto comunque economico, di facile reperibilità o semplice preparazione domestica.
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