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Presentazione e caratteristiche degli stili che studiamo


Presentazione
Le pratiche che svolgiamo vanno, per noi, molto al di là di un semplice studio, di un allenamento o di uno stile di vita. Brevemente potremmo dire che amiamo la natura, ci sentiamo parte di essa e ne seguiamo il corso per il meglio senza forzarla. Tuttavia seguire la natura non vuole dire, come molti credono, diventare pigri ed accettare passivamente ciò che succede ma rappresenta il concetto di "Wu Wei", di azione senza azione, di azione corretta, non forzata (non vuol dire "inazione"). Di conseguenza i nostri allievi sappiano fin da ora che per noi non esistono e non svolgiamo pratiche contemplative ma SEMPRE E SOLO pratiche che necessitano di assoluta presenza fisica e mentale. Sempre più spesso riceviamo infatti richieste di ragazzi che intendono praticare con noi sull'onda di certe "mode", considerando le pratiche taoiste e le Arti Marziali in particolare, quasi un fenomeno di costume. Ci teniamo a precisare che tali pratiche (ivi comprese le Arti Marziali) non sono hobbies e non possono in alcun modo essere considerate tali, in quanto coinvolgono profondamente il corpo e la mente degli allievi e vanno seguite continuamente (non due volte alla settimana o la domenica pomeriggio!!!). In aggiunta, siamo sempre più interdetti nel veder fiorire quà e là metodi "pratici e rapidi" per la cura e il benessere basati sul qigong, nonché discipline di combattimento più o meno orientali che promettono "sicura efficacia" e "rapidità e semplicità di apprendimento". In realtà per ottenere qualcosa occorrono sacrificio e dedizione, non ci sono scorciatoie né sconti. Quanto più elevato è l'obiettivo che si vuole raggiungere nell'Arte, tanto più devono essere elevati l'impegno e la fatica da profondere in essa. Noi ci poniamo un obiettivo molto elevato e per questo seguiamo e diffondiamo la via della fatica. Anche per questo non svolgiamo corsi rivolti al grande pubblico: pratichiamo per l'Arte, intendiamo mantenere la tradizione cinese e formare istruttori (non semplici praticanti) di livello superiore che a loro volta formino istruttori secondo i medesimi principi. Un discorso a parte meritano alcuni altri frequenti equivoci cui ci troviamo spesso a fare fronte per quanto riguarda i nostri stili di kungfu.
- Il primo riguarda l'obiettivo del vero kungfu e le differenze con le altre Arti Marziali (non solo cinesi).
Bisogna chiarire che il kungfu è innanzitutto un esercizio spirituale che si effettua con il lavoro duro sul corpo e sulla mente e con il confronto altrettanto diretto con il prossimo. La stragrande maggioranza delle altre discipline da combattimento (specie quelle moderne) prevede quasi esclusivamente lo scontro tra avversari che per noi è inutile. Inutile nel senso di non-utile perchè non produttivo. Scontrarsi provoca inevitabilmente danni. Confrontarsi fa crescere. Puntiamo molto sul combattimento ma lo spirito con cui lo affrontiamo è improntato alla crescita e alla trasmissione di valori ed esperienze e non alla trasmissione di trucchetti del tipo "se lui fa così tu fai così", che al momento del dunque si rivelano 99 volte su 100 inattuabili. Il vero combattimento è diverso e solo chi si allena sul serio lo capisce. E' confronto di esseri umani, di pensieri, di corpi, di menti, di esperienze e non una partita ad un videogame. Questo è lo spirito che ha reso gli autentici praticanti di kungfu cinese i più abili combattenti di tutti i tempi. Il non capire questo spirito ha provocato l'attuale confusione di stili e scuole nel mondo del kungfu moderno e l'apparente inefficacia e anacronismo di certe pratiche caratteristiche del kungfu stesso. Sono i praticanti attuali deboli, anacronistici ed inefficaci, non l'Arte in se. Per raggiungere crescita ed efficacia occorre "soltanto" allenarsi bene e con ferma determinazione secondo i principi tradizionali.
- Il secondo riguarda la tendenza a studiare distintamente il wai gong (allenamento esterno) e il nei gong (allenamento interno) del kungfu.
I due aspetti non possono essere trattati separatamente perché, pur essendo distinti, sono profondamente legati tra loro e uno indispensabile all'altro per la crescita completa e progressiva di ogni serio praticante. Nella nostra società l'aspetto spirituale e quello fisico sono profondamente separati e viene di solito considerato più importante lo sviluppo spirituale. Gia questo è un errore perché in effetti la mente è veramente sana solo in un corpo veramente sano (molto difficile da spiegare agli allievi più "meditativi"). Infatti nella storia umana i grandi saggi, i grandi pensatori, i grandi scienziati non erano sempre degli atleti, escludendo così una connessione diretta tra sviluppo fisico e sviluppo mentale. INVECE NEL KUNGFU QUESTA CONNESSIONE C'E'. Per noi lo sviluppo fisico rappresenta un aspetto che deve andare di pari passo a quello spirituale ma occorrono anni di pratica tenace nei due ambiti INSIEME. Non è più importante il corpo della mente né viceversa. Sono tutti e due importanti allo stesso modo e quindi non si sviluppa PRIMA il corpo POI la mente o viceversa, ma vanno sviluppati INSIEME contemporaneamente. Nel kungfu si cresce di pari passo nel corpo e nella mente cercando, per quanto possibile, di evitare squilibri in uno dei due sensi. Forse il kungfu è proprio L'UNICA DISCIPLINA CHE SVILUPPA COMPIUTAMENTE E ASSIEME IL CORPO E LA MENTE.
- Il terzo riguarda la distinzione tra stili interni taoisti e stili esterni buddisti, corrispondenti alle note contrapposizioni morbido/duro, debole/forte, Nei jing/Wai li e via dicendo.
La nostra Associazione si occupa prevalentemente di stili creati da monaci taoisti in Cina e che si basano su assunti filosofici taoisti, per cui oggi si tenderebbe a classificarli solitamente nella categoria dei cosiddetti "stili interni". La divisione tra stili interni ed esterni risulta in verità alquanto artificiosa e si è prestata in passato e continua a prestarsi a numerosi equivoci anche tra gli "specialisti del settore". In realtà esistono effettivamente stili taoisti e stili buddisti, con differenze anche abbastanza marcate sia sotto il profilo tecnico che sotto quello storico, esattamente come accade per gli stili del Nord e quelli del Sud della Cina ma la contrapposizione tra "interiore" ed "esteriore", che lascia intendere un accento spiritualistico e poco fisico dei primi al contrario dei secondi, è assolutamente fuorviante e basata solo su un clamoroso errore storico. Senza dilungarci troppo ma per esigenze di completezza e precisione, esporremo brevemente la cronologia di tale errore in base ai dati forniti ufficialmente dal prestigioso Wushu Research Institute di Pechino. In effetti si parlò per la prima volta di "neijia" (famiglia interna) soltanto nel 1894, quando i famosi Maestri Cheng Ting Hua, Liu De Kuan, Li Cun Yi e Liu Wei Xiang formarono un sodalizio di praticanti di Arti Marziali per incrementare il livello tecnico delle proprie arti e accrescere il numero e l'abilità degli allievi. Cheng Ting Hua rappresentava la scuola del Bagua zhang (il palmo degli otto trigrammi), Liu De Kuan rappresentava la scuola del Taiji quan (la boxe della suprema polarita), Li Cun Yi e Liu Wei Xiang rappresentavano lo Xingyi quan (la boxe della forma e della mente). Quando si trattò di dare un nome alla neonata Associazione optarono per "Neijia quan" (cioè boxe della famiglia interna), ma presto i Maestri vennero a conoscenza del fatto che esisteva gia un'Arte Marziale con questo nome, praticata nella dinastia Ming da Sun Shi San e la cui origine Huang Zhong Xi attribuisce a Chang San Feng sul monte Wu Dang. Di conseguenza modificarono il nome in "Neigong quan" (cioè boxe dell'allenamento interno), tuttavia il termine di "neijia quan" gia li contraddistingueva, così Sun Lu Tang per primo, nei propri libri, accomunò sotto la stessa famiglia i tre stili "interni" (Taiji quan, Bagua zhang e Xingyi quan). Probabilmente la stessa presunta origine da Wu Dang dei tre stili (noti per questo anche come "Wu Dang quan", boxe di Wu Dang) deriva sempre dal malinteso creato con il nome dell'Associazione, cioè dall'accomunare "Neijia quan" di Chang San Feng e gli stili praticati dai Maestri di fine '800. Tale malinteso è stato in seguito ulteriormente avvalorato nel 1928 quando l'Accademia centrale di Arti Marziali di Nanjing ha classificato tali stili come "Wu Dang shan quan" (cioè boxe del monte Wu Dang) per distinguerli dagli stili di derivazione Shaolin, sviluppatisi sul monte Song. In questo modo, sulla base di presunte o reali somiglianze o divergenze si divideva razionalmente il kungfu in due tronconi e così si dava indirettamente credito non solo ad una falsa origine ma, cosa molto più grave, a un successivo falso sviluppo di queste Arti lungo binari del tutto distorti. Da qui infatti, specie con la diffusione oltre i confini nazionali, gli stili esterni e quelli interni si sono separati sempre più, secondo la dualità della mente occidentale, dimenticando la polarità di quella orientale che tra gli estremi nota piuttosto le mutazioni. Gli stili interni sono diventati quelli in cui si predilige lo studio delle energie interiori dell'individuo e lo sviluppo spirituale, mentre quelli esterni rappresentano l'uso della forza fisica e lo sviluppo delle capacità atletiche e muscolari. Così il taiji che le guardie usavano con successo per difendere la famiglia imperiale è diventato una danza mentre lo Shaolin quan ha perso nella stragrande maggioranza dei programmi di insegnamento, gli aspetti vitali della filosofia e della religione buddhista su cui dovrebbe fondarsi per diventare uno spettacolo circense. La realta è ben diversa e chiunque abbia praticato kungfu con un Bravo Maestro cinese lo sa bene. Queste differenze sono puramente artificiose e frutto di banali estremizzazioni. Tutti gli stili oggi cosiddetti "interni" hanno sicuramente moltissimi tratti in comune tra loro e altrettanto sicuramente si basano in prevalenza su principi taoisti (grazie anche al contibuto di Sun Lu Tang che aveva studiato effettivamente il taoismo a Wu Dang shan ed Emei shan e conosceva bene i tre stili "interni"), ma non hanno nulla da invidiare in "durezza" ai più duri tra gli stili "esterni". Allo stesso modo gli stili esterni tradizionali, praticati con Maestri competenti, rivelano una profondità spirituale e un completissimo studio delle energie di cui solo in pochi hanno reale conoscenza.
Dal canto nostro ci auguriamo che gli stili che abbiamo la fortuna di praticare possano rappresentare anche per altri quella fonte di quotidiane soddisfazioni che sono per noi.
- Il quarto riguarda il termine "kung fu", da noi usato per descrivere le nostre attività ma che effettivamente non è molto usato nella Cina continentale, dove si preferiscono altre definizioni (Wu Shu, Wu Yi, Guo Shu, Quan Fa, Ji ji ecc...)
Gli ideogrammi che compongono le parole Kung fu (Gong fu con la traslitterazione Pinyin) sono due e rappresentano un uomo illustre, reso celebre per il grande livello di abilità raggiunto in una attività (fu) che compie un lavoro utilizzando la propria forza (radicale Li in Gong), quindi possiamo tradurre Kung fu come "esercizio duro eseguito con abilità", oppure "lavoro pesante eseguito con maestria" o anche "lavoro duro eseguito per ottenere la massima abilità (ricordiamo che il Cinese non ha preposizioni e i complementi possono dipendere dal senso, nella lingua italiana accade l'opposto, sono i complementi a dare un senso alla frase), "impegnarsi a fondo per ottenere la massima abilità" o "senza il profondo impegno non si ottiene l'abilità" ecc… Come risulta evidente i significati diversi ruotano tutti intorno allo stesso concetto. Questo è il Kung fu e questo cerchiamo di trasmettere ai nostri allievi con i metodi e le tecniche tradizionali di allenamento e di pratica che lo hanno reso famoso in Oriente. In origine, infatti, il Kung Fu taoista venne creato per preservare e migliorare lo stato di salute mentale, fisico ed energetico dei monaci taoisti permettendo loro di sostenere le estenuanti sedute di meditazione cui si sottoponevano nella ricerca dell'immortalità (spesso senza cibo né sonno); in seguito vennero scoperte anche le sue enormi potenzialità come tecnica di combattimento per la difesa personale (un pò lo stesso percorso compiuto anche dalle Arti Marziali buddiste di derivazione Shaolin). Nella società di oggi dedicarsi al Kung fu tradizionale rappresenta un ottimo mezzo per lo sviluppo e l'elevazione individuale attraverso il confronto costruttivo con il prossimo senza barriere sociali, ma soprattutto attraverso la lotta senza quartiere contro le proprie debolezze poiché, con la pratica assidua, si "lavora" unitamente e in modo completo sul corpo e sulla mente. Questi sono i motivi per cui preferiamo il termine "kung fu" per descrivere Ciò che facciamo.

Caratteristiche
Le discipline che pratichiamo possono vantare una storia ormai millenaria in quanto risalgono alla dinastia Song (960-1279 d.C.) e in esse tutto il corpo è considerato un'arma da affilare. Prevediamo lo studio di tecniche di pugno, palmo, gomito, testa, gamba, ginocchio, ma in effetti ogni parte del corpo deve essere addestrata allo scontro e non esistono colpi scartati ideologicamente a priori (e ci teniamo a ripetere che in Cina è stato così per il 90% degli stili fino almeno agli inizi del '900). Secondo le stesse parole che un nostro Maestro suole ripetere, in combattimento anche lo sguardo deve sprizzare "Qi velenoso". Anche le situazioni di lotta sono le più svariate, così studiamo diffusamente il combattimento a terra, le proiezioni, le leve articolari, gli strangolamenti, le tecniche di blocco del sangue e del respiro, l'ubicazione dei punti vulnerabili e dei punti "vitali" e come colpirli nel modo e al tempo appropriati. Credete che le famigerate scorte di carovane o le famose guardie imperiali combattessero su un tappetino di gomma? Avete mai provato anche solo ad eseguire una forma in pendenza o su terreno sconnesso? Bene, a noi non interessa la lotta in pantofole ma il combattimento reale contro qualsiasi avversario in qualunque circostanza (o forse in strada scegliete voi l'aggressore per categorie di peso?) e per questo ci alleniamo su qualsiasi terreno, in spazi ampi come in locali angusti, con ogni clima e soprattutto in situazioni di forte stress fisico ed emotivo. Ma anche nel combattimento il percorso formativo non è solo fisico e non è solo "confronto", è una crescita completa a tutti gli effetti. Inizialmente si sviluppa l'abilità ovvia, visibile, oggettiva, che consiste nel coordinare i movimenti del corpo tra loro e con la volontà e il respiro per reagire in modo appropriato. Successivamente si sviluppa l'abilità nascosta, data principalmente dall'esperienza, che consiste nel rendere massimamente produttiva l'abilità ovvia fino a trascendere da essa. L'abilità ovvia è lineare ed è basata sul principio di azione e reazione. L'abilità nascosta è circolare ed è basata sul concetto di non-azione, cioè di azione appropriata, come precisato anche più sopra. Infine si sviluppa l'abilità trasformata, quando sugli aspetti materiali dell'azione prendono il sopravvento le capacità spirituali del praticante che proietta nell'azione stessa la propria volontà e il proprio spirito e li "mescola" ai movimenti in un tutto unico, diventando egli stesso espressione dell'Arte che personifica.
Dai programmi non manca certo l'uso delle armi tradizionali "esterne" al corpo, che aiutano i praticanti a completare la comprensione dei molti principi biofisici del movimento nel kung fu, ne irrobustiscono il corpo e gli arti e permettono di perfezionare lo studio dei percorsi e dell'emissione del Qi. Naturalmente, per non peccare di cieco anacronismo, occorre precisare che il contesto storico e culturale in cui lo studio di tali armi si è sviluppato era ben diverso da quello in cui vive oggi l'italiano medio, e di questo teniamo conto privilegiando le tecniche di coltello e bastone almeno nelle situazioni di combattimento.
Nelle seguenti immagini sono raccolte alcune delle armi principali che trattiamo nei nostri corsi:


1. Doppi pugnali
2. Doppie forcine
3. Doppie sciabole
4. Bastone delle sentinelle
5. Sciabola dalla lunga impugnatura
6. Doppie asce
7. Alabarda a doppie mezzelune, detta "del cielo"
8. Lancia doppia punta
9. Sciabola nove anelli
10. Spade lunghe doppie
11. Coltelli a farfalla
12. Flauto
13. Bastone da passeggio
14. Anelli dentati
15. Ventaglio
16. Martello
17. Arco
18. Frusta a sezioni
19. Badile a moneta d'oro
20. Forcone
21. Ascia dalla lunga impugnatura
22. Sciabola dalla lunga impugnatura, variante detta "del drago verde"
23. Sciabola dalla lunga impugnatura, variante detta "a proboscide"
24. Badile a mezzaluna
25. Sciabola dalla lunga impugnatura, variante più corta, famosa per l'uso militare
26. Alabarda a singola mezzaluna, detta "del cavallo"
27. Lancia
28. Lancia a punta ondulata, detta "del serpente"
29. Bastone
30. Spada ad uncino
31. Bastone a due e tre sezioni
32. Scudo

Non manchiamo altresì di considerare anche armi meno comuni ma più caratteristiche dei nostri stili.

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Come frequentare i nostri corsi


Siamo felici di incontrare ragazzi e ragazze volenterosi che desiderino percorrere la nostra via e diffondere i nostri insegnamenti ma dobbiamo essere molto selettivi e intendiamo conoscere direttamente gli aspiranti prima di ammetterli a praticare. Infatti il rapporto diretto tra insegnante e allievo rappresenta per noi ancora un aspetto irrinunciabile della pratica e di conseguenza impartiamo lezioni solo individuali o rivolte a piccoli gruppi, secondo la disponibilità degli istruttori e degli allievi. Per motivi logistici le lezioni sono tenute dagli istruttori stessi e, solo eccezionalmente, dai Maestri. In base a quanto esposto risulta evidente come ogni allievo rappresenti per noi un investimento di migliaia di ore all'anno, pertanto chiediamo innanzitutto a chi vuol seguire la nostra via di essere volenteroso, determinato e costante. Inoltre per scremare il gran numero di richieste che riceviamo quotidianamente siamo stati costretti quest'anno ad introdurre, nostro malgrado, dei criteri minimi di selezione che trovate al link. Si tratta solo di un modo per mettere gli aspiranti già una prima volta di fronte alla realtà dell'impegno e dell'allenamento per ottenere qualcosa..... Praticare kungfu senza lavoro duro equivale a non praticare kungfu !
Per accedere ai nostri corsi non è altresì necessario aver già praticato altre Arti Marziali o avere il fisico di un culturista, ma occorre innanzitutto essere onesti e sinceri e saper accogliere gli insegnamenti con animo motivato e fiducioso; occorre poi non avere desideri di rivalsa o essere bellicosi, non sentire il bisogno di ottenere l'approvazione altrui per i meriti ottenuti o i risultati raggiunti, non voler giudicare ciò che non si conosce prima di "abbassarsi" a sperimentarlo e soprattutto bisogna rispettare gli insegnanti e i fratelli d'Arte. Precisiamo però che le lezioni sono molto impegnative, fisicamente e mentalmente, quindi SONO NECESSARIE una perfetta salute e una buona preparazione atletica di base.
I corsi sono GRATUITI per tutti i tesserati, ma non crediate che la gratuità deterga il sudore lungo la via della pratica! Pratichiamo per lo sviluppo e la diffusione dell'Arte e per noi stessi, intendiamo mantenere la tradizione cinese e formare istruttori (non semplici praticanti) di livello superiore che a loro volta formino istruttori secondo i medesimi principi. Le nozioni dispensate nei corsi vanno sviluppate e praticate singolarmente e intensamente a casa propria. I programmi infatti sono molto vasti e qualche ora settimanale non basterebbe per esporne i titoli. Ecco perché il grosso dell'impegno è soprattutto personale e va molto al di là degli orari di incontro, coinvolgendo ore ed ore quotidiane. In ogni lezione non ci si allena, si apprende piuttosto come allenarsi e, fatto brevemente il punto sui progressi nel lavoro svolto a casa, si passa subito avanti. Non appena possibile svolgiamo comunque sedute di puro allenamento, sempre secondo la disponibilità degli istruttori e il più delle volte collettive.
Tecnicamente, il programma è diverso per ogni allievo, in quanto tiene conto delle personali inclinazioni ed esperienze, comunque segue per lo più il seguente filo conduttore:
- studio di tecniche tradizionali di condizionamento e di allenamento mentale e fisico mirate al raggiungimento del cosiddetto stato di "corpo gongfu", in cui ciascuno ha sviluppato le proprie potenzialità corporee per la massima coordinazione e capacità fisica (ovviamente gli esercizi sono diversi e dosati diversamente per ogni allievo). Per maggiori informazioni sui programmi visitate le pagine ad essi dedicate nel link
- contemporaneo studio delle pratiche di base del qigong e avvicinamento alla natura.
- studio di tecniche, forme e applicazioni semplificate che avvicinino il praticante alla boxe cinese.
Solo ora, se l'allievo supera queste prime fasi, è possibile passare allo studio e all'approfondimento mirato del neigong taoista e degli stili interni taoisti. Per avere un'idea più precisa delle nostre attività non esitate a visitare le pagine dedicate alle domande frequenti e ad esempi semplificati di programmi di allenamento per aspiranti allievi e per praticanti per capire meglio che cosa chiediamo e che cosa offriamo ai nostri allievi. A questo punto, se le nostre parole hanno risvegliato un seme nel vostro cuore e volete farlo germogliare con noi (o semplicemente volete saperne di più sulle nostre attività...) potete contattarci liberamente tramite email

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